CONTRATTO DI TRASPORTO – TARIFFE MINIME

A decorrere dal giorno 12 giugno 2011 tutte le prestazioni di trasporto ( sia relative a contratti conclusi verbalmente,  sia relative a contratti  stipulati in forma scritta, ai sensi dell’art. 6 d. lgs. 21 novembre 2005. nr. 286)  sono soggette all’obbligo di tariffe minime inderogabili.

In assenza degli accordi volontari di settore e in assenza della determinazione dell’Osservatorio sulle Attivita’ di Autotrasporto, le tariffe minime inderogabili sono determinate sulla base della rilevazione mensile del costo chilometrico medio, come elaborata dalla Consulta Generale per l’Autotrasporto e la Logistica.

Pertanto, a decorrere dal 12 giugno 2011, le tariffe minime obbligatorie sono date dalla ultima rilevazione del costo chilometrico medio disponibile,  come accertata dalla Consulta Generale e relativa al mese di  aprile 2011.

I  parametri che, al momento, sono stati presi in considerazione per la rilevazione della tariffa  sono i seguenti :

1)      la massa del veicolo con cui il trasporto e’ effettuato;

2)      la distanza tra il luogo di carico e luogo di scarico.

Le tariffe non si applicano,  in presenza di  contratto scritto di trasporto,  per prestazioni di trasporto effettuate entro il limite di cento chilometri giornalieri. In questo caso, in presenza di contratto scritto, la tariffa sara’ liberamente determinata dalle parti.

Inoltre le tariffe minime non si applicano alle prestazioni di collettame o prestazioni analoghe, allorché insiemi di merci di piu’ proprietari vengono trasportate con un unico mezzo di trasporto.

Per le società che qualificano impropriamente come collettame il trasporto eseguito da un unico mezzo di trasporto che trasferisce merci per la sola azienda, ma  con destinazioni e destinatari diversi troveranno applicazione le tariffe minime inderogabili.

I contratti scritti di trasporto conclusi tra committente ed autotrasportatore mantengono la loro validità fino alla naturale scadenza:

-          le tariffe  previste nel contratto, se inferiori ai minimi, sono adeguate automaticamente alle tariffe legali: non sara’ pertanto necessaria la sottoscrizione di un nuovo accordo contrattuale che preveda i  nuovi importi  che si applicheranno per legge, e pertanto anche in assenza di accordo tra le parti;

-          il committente non potra’ risolvere il contratto sottoscritto adducendo la eccessiva onerosita’ dei nuovi corrispettivi,  nel tentativo di affidare  il trasporto ad altro vettore a prezzi inferiori a quelli legali.

In questo caso il committente commetterebbe un illecito contrattuale, e risponderebbe per inadempimento ed in risarcimento del danno patito dall’autotrasportatore.

Se un autotrasportatore non addebita i costi minimi, e fattura corrispettivi inferiori , avra’ sempre e comunque la possibilita’ di richiedere la integrazione :

-          nel termine di anni uno dalla ultimazione della prestazione, se in presenza di contratto di trasporto, considerato redatto in forma scritta ai sensi dell’art. 6 d. lgs. 2005/286

-          nel termine di anni cinque dalla ultimazione della prestazione, se in presenza di un contratto verbale di trasporto.

Il trasportatore, pur di non perdere il contratto acquisito, può dare la disponibilita’ ad effettuare il trasporto a tariffe inferiori a quelle di legge. Il committente, se affida il trasporto a tariffe inferiori a quelle di legge, e’ soggetto in ogni caso al rischio di una azione di integrazione del corrispettivo entro i termini prescrizionali sopra indicati; e questo anche se l’autotrasportatore al momento della prestazione ha dato il suo pieno assenso alla applicazione della tariffe inferiori ai minimi di legge, ovvero ha fatturato comunque compensi inferiori al minimo di legge.

Al momento vi è comunque una forte contrapposizione e il totale disaccordo sulla questione delle tariffe minime tra le categorie degli autotrasportatori e la committenza.

Gli autotrasportatori difendono le tariffe come costo minimo inderogabile per l’applicazione rispettosa dei criteri di legalità, sicurezza stradale e rispetto della normativa sociale in materia di guida e di riposo degli autisti.

La committenza denuncia  un aumento dei costi, stimato nell’ordine del  40/60 % ( denuncia Confetra), nonche’ l’adozione di una pratica lesiva della concorrenza e di una posizione di rendita ingiustificata a favore di tutti, che sicuramente sara’ passibile di censura da parte dell’Antitrust e da parte della Comunità Europea.

Le contrapposizioni e le tensioni  hanno bloccato ad oggi ogni determinazione sul punto da parte dell’Osservatorio sulle Attività di Autotrasporto , nonché ostacolato l’adozione degli accordi volontari di settore.

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